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Sono state raccolte informazioni, tratte da ricerche, esperienze e sperimentazioni, che chiariscono molto bene il concetto di "Tetto Ventilato".
Dalla lettura si evince quanto sia importante rispettare i parametri dimensionali per ottenere la ventilazione di una copertura, garantendo così la salubrità e la durata nel tempo del proprio tetto.
L'isolamento termico che si ottiene in una copertura correttamente ventilata si traduce in risparmio energetico e comfort. |
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| CORRETTO DIMENSIONAMENTO DELLA CAMERA DI VENTILAZIONE
NELLE COPERTURE DISCONTINUE (Estratti) |
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ELEMENT 27 - "LES TOITS DE TUILES - Etude et construction" |
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Industrie Suisse de la terre cuite - ZURICH 1988
a pag. 8:
"Hauteur minimale de la lame d'air comprise entre la sous coverture et la couche d'isolant thermique: 60-80 mm."
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LE COPERTURE DISCONTINUE |
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Guida
alla progettazione dell' ing. R. Nelva - II ed. BE-MA (MI)
1989
a pag.33:
"Lo
spazio di ventilazione dovrà avere nel punto più basso della
intercapedine un'altezza minima di 10 cm."
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SCELTE
TECNOLOGICHE PER UN TETTO SICURO |
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da
"IL TETTO" n. 60 ottobre 92
a pag.20:
"Lo
strato di ventilazione è praticabile sollevando il manto
di copertura di almeno 5-7 cm."
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IL
SISTEMA TETTO - Manuale di progettazione |
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Maggioli
Editore a cura Italcementi e Bayer 1992
a pag.58-59:
A-
Microventilazione sottotegola:
spessore di circolazione 3-4 cm.
B- VENTILAZIONE sottomanto:
-
spessore complessivo di circolazione superiore a 6
cm. fino a 10-12 cm. se coincidente con la microventilazione
sottotegola;
-spessore di almeno 8 cm. fino a 10-12
cm. se non coincidente.
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LA
CORRETTA MESSA IN OPERA DELLE COPERTURE IN LATERIZIO |
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da
ANDIL - Assolaterizi - Roma - Supplemento a Costruire in
Laterizio n. 37 di gennaio-febbraio 94
a pag.22:
"Ventilazione
sottomanti (o tetto ventilato).. intercapedine di spessore
variabile tra 7 e 15 cm. a seconda delle condizioni
di progetto."
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TETTI
IN LATERIZIO |
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Acotella
- Editore Laterconsult 1994
a pag. 506:
"
... un'intercapedíne dell'ordine di 10-15 cm."
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IL
TETTO VENTILATO |
Risultati di una ricerca di prof. G. Zannoni effettuata all'interno del Progetto finalizzato Edilizia del CNR - sottoprogetto 3, Qualità ed Innovazione Tecnologica.
UNITÀ OPERATIVA: BRAAS ITALIA - WIERER, Chienes BZ. da MODULO n. 67 di marzo 1996
a pag.11:
"Lo spessore della camera ventilante è invece quello che deriva
dalle prove effettuate sul modello in laboratorio, adottando
una misura anch'essa pari a 8 cm., che appare come
la media ottimale ... " (misurati sotto il listello di supporto
delle tegole).
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ARIA
ALLE TEGOLE |
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Ricerca
del prof. G. Zannoni pubblicata su MODULO n. 219 di marzo
1996
a pag.167:
"L'altezza più efficace della camera di prova appare essere 9-12 cm. di canale libero (più l'altezza del supporto delle tegole)."
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PROGETTARE
SOTTOTEGOLA |
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di Andrea Ratti - redatta su Documentazione Tecnica Tegola Canadese - Vittorio V.to - TV
a pag. 54:
"Spessore minimo della camera di ventilazione di 5 cm. con
pendenze dal 26 al 57%, lunghezza falda ml. 5.00; per lunghezze di falda superiori, lo spessore varia da 6 cm. a 10 cm., a seconda della pendenza."
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IL
TETTO MONITORATO |
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Studio
della circolazione naturale dell'aria in un sistema di copertura
a falda di:
B. Simionato, F. Favaro, prof. G. Zannoni.
- Da MODULO - n. 248 di febbraio 1999
a pag. 61:
"Rispetto
ad una falda priva di ventilazione si hanno i seguenti valori
di abbattimento di calore trasmesso:
4% con camera di altezza cm. 0+4 di listello
(microventilazione);
22% con camera di altezza cm. 4+4 di listello;
28% con camera di altezza cm. 7+4 di
listello;
37% con camera di altezza cm. 10+4 di listello;
a pag. 64:
"ANALISI DEI RISULTATI:
Una intercapedine d'aria con altezza di cm.7+4 di
listello consente di abbattere circa il 20% del carico
termico."
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ALLA
RICERCA DEL DIMENSIONAMENTO |
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a
cura di A. Stazi, M. D'Orazio, C. Di Perna, A. Carbonari.
- Da MODULO n. 252 di giugno 1999
a pag.532:
"Nel
caso di irraggiamento medio e soprattutto elevato, la copertura
Microventilata è diventata assolutamente insufficiente,
allontanandosi sensibilmente dal comportamento delle coperture
ventilate, (da 3 cm. e da 6 cm.)
Per condizioni di flusso medio, può essere utile
aumentare la dimensione della camera di ventilazione arrivando
ad un'altezza di 6 cm, dove si instaura un campo di moto
caratterizzato da una velocità che può raggiungere
e anche superare gli 0,7 m/s.
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IL
COLMO PER LE COPERTURE VENTILATE |
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Risultanze
di una indagine sperimentale a cura di C. Pellanda, prof.
G. Zannoni, ing. F. Peron.
Da MODULO n. 261 di maggio 2000
alle pagg.396 e 397:
"REQUISITI
DI UN COLMO DI VENTILAZIONE (sintetizzando):
mantenere una perfetta tenuta all'acqua;
assicurare perfetta stabilità agli elementi di colmo;
evitare l'intrusione di volatili al di sotto del manto;
consentire l'agevole uscita dell'aria che giunge
dal sottomanto.
La ricerca della soluzione per i due primi requisiti ha
portato a soluzioni di colmo dalle geometrie e dimensioni
piuttosto ridotte ai minimi termini, mentre l'uscita dell'aria
necessita di dimensioni elevate. Essendo emerso da ricerche
precedenti che lo spessore dell'intercapedine oscilla fra
i 6 e i 9 cm. (sotto il listello di supporto
delle tegole), indicativamente generalizzabile in 7
cm., è necessario capire se la superficie di evaquazione
per metrolineare, assicurata dagli elementi di colmo, debba
essere più vicina ai 1400 cmq. (sui due fronti di
uscita) piuttosto che ai 300 cmq. assicurati dalla maggior
parte degli elementi sottocolmo."
a
pag.401:
"IN
CONCLUSIONE, i fattori più importanti per il funzionamento
di una copertura a falde ventilate sono:
- l'altezza libera
dell'intercapedine;
- le dimensioni e la forma del condotto
ventilante;
-
la forma della sezione di uscita nel colmo.
Il risultato fa deporre ancora una volta a favore di una
realizzazione di intercapedini con spessori più generosi
di quanto attualmente si usi e per una particolare cura
nella realizzazione delle linee di colmo e displuvio in
genere."
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TECNOLOGIA
- TETTI VENTILATI |
Risultanze
di un'indagine sperimentale in funzione del risparmio energetico
nei tetti ventilati,
a cura di MARCO D'ORAZIO. - Da MODULO
n° 265 di Ottobre 2000
a pag. 917:
…un tetto, grazie alla ventilazione, risulta
in grado di smaltire quasi completamente il calore portato
sulla copertura dall'irraggiamento, secondo
una curva di rendimento limite definita in base a risultanze
sperimentali.
a pag. 918:
…il comportamento termico di ambienti sottotetto,
in assenza di ventilazione della copertura, evidenzia il
mantenimento in questi locali di temperature stabilmente
elevate, al punto da richiedere necessariamente la presenza
di impianti di climatizzazione.
a pag. 918:
I ricercatori concordano per altezze pari
almento a 6-7 cm. di canale libero (esclusa cioè
la discontinuità data dai travetti perpendicolari alla falda)....
La discontinuità nel canale, data dai travetti paralleli
alla linea di gronda, diventa un fattore limitativo importante
soprattutto in coperture con marsigliesi, per il fatto che
il travetto interrompe continuamente il flusso,....
a pag. 919:
…il tetto, in assenza di ventilazione, contribuisce
(al calore ambientale, n.d.r.) per il 65%, contro
il 29% delle finestre e il 6% delle murature.
a pag. 921:
Tetti ventilati: due esperti a confronto.
(D'ORAZIO) …
La copertura ventilata contiene gli effetti di assorbimento
igroscopico a carico dei materiali di copertura, garantendo
la durabilità delle strutture lignee e rendendo maggiormente
efficaci gli isolanti.
Credo che si potrà assistere ad una diffusione della copertura
ventilata, ma vedo come fattore limitativo il basso livello
di informazione tecnica da parte di molte aziende operanti
nel settore, sempre avare di dati e informazioni che
permettano di avere indicazioni sui benefici attesi.
(ZANNONI)…
un tetto ventilato volge le funzioni classiche di un tetto
in modo migliore, dura di più in tutte le sue parti, con
minore manutenzione e meno rischi di deperimento anche in
condizioni climatiche critiche. Contribuisce notevolmente
al controllo igrotermico degli ambienti interni e al comfort
complessivo.
I benefici non sono marginali: in condizioni ottimali l'abbattimento
calorico è superiore al 40%, senza eccessive
difficoltà costruttive.
Il problema è che certe tecniche costruttive non fanno
parte del bagaglio culturale standard di tutti gli operatori
edili e dei progettisti.
Coloro che impiegano questo sistema non incontrano particolari
difficoltà progettuali e costruttive, con costi complessivi
che a mio avviso si ripagano in termini di comfort e risparmio
sulle spese di gestione.
Conclusioni
La ventilazione della copertura migliora
sempre le condizioni ambientali per cui, se non ha costi
eccessivi, va sempre adottata, ma occorre rendersi conto
del fatto che, anche nella condizione del massimo rendimento,
da sola non può fornire contributi risolutivi al surriscaldamento
dei locali sottotetto.
(È evidente che va aiutata da un buon isolamento
termico, sotto la camera di ventilazione, n.d.r.).
Se sono previste superfici vetrate, anche di dimensioni
limitate lungo la falda della copertura, può diventare determinante
l'apporto calorico di tali superfici sulle condizioni ambientali
estive del sottotetto.... tali da limitare i benefici attesi
da una copertura ventilata.
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CARATTERISTICHE
PER LA "MIGLIORE" COPERTURA VENTILATA |
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Da
una intervista di MODULO n. 305 al Prof. Marco D'Orazio - Ottobre 2004
a pag. 240:
Caratteristiche
che deve avere la "migliore" copertura ventilata:
...
"- il maggior rapporto possibile tra altezza e lunghezza
del canale di ventilazione;
- la maggiore pendenza possibile;
- la minore presenza possibile di ostruzioni lungo il condotto, il cui effetto è quello di spezzare continuamente il
flusso d'aria calda;
- l'assenza di ostruzioni in gronda e sul colmo (bocchette,
griglia)"...
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